Born into Brothels

Gli uomini che entrano nel nostro palazzo non sono molto buoni….sono ubriachi, entrano e cominciano a gridare e a bestemmiare. Le donne mi chiedono: “quand’è che entrerai nel giro?”  E’ la prima sequenza del documentario di Zana Briski. Chi parla è una bambina, che vive nel quartiere a luci rosse di Calcutta, Sonagachi. “Born into Brothels” "Bornha vinto nel 2005 l’Oscar come miglior documentario, ma non è solo questo: è la testimonianza partecipata e sofferta di una fotoreporter americana che decide di vivere mesi nel bordello per fotografare le donne che vivono lì. Viene circondata da bambine e bambini, che incuriositi dalla sua macchina fotografica, cominciano a fare domande, senza stupirsi della sua presenza. Zana, coinvolta, non ha paura di cambiare i suoi piani, decide di insegnare loro a fotografare perché vuole vedere quel mondo con i loro occhi. Un mondo fatto di caos e sporcizia, di topi e di piatti da lavare, di padri ubriachi e drogati, di padri assenti e di bambini talvolta incatenati. “Nel mio futuro non c’è la parola speranza” dice uno di loro. I bambini fotografano, si raccontano e cominciano a cambiare la loro vita. Per quegli otto piccoli diventa Zia Zana, che organizza gite allo zoo e al mare, che cerca istituti per mandarli a scuola, ma che non sono disposti ad accogliere figli di prostitute. Intanto le fotografie rivelano veri talenti e Zana organizza mostre e vende le fotografie (Amnesty International ne fa un calendario) per raccogliere fondi e pagare la scuola. Trovata una scuola che li accoglie, bisogna parlare con le madri o con le nonne, una non vuole che la nipote parta di giovedì……è un giorno funesto, tutti i cambiamenti avvenuti in quel giorno l’hanno sempre fatta soffrire, ma le bambine dicono di sì, piangono sul taxi, ma vogliono cambiare le loro vite. Zana tornerà e guarderà il documentario con loro, che ora non sono più gli stessi.