Il ciclo di vita delle località turistiche

La teoria del ciclo di vita delle località turistiche come strumento per spiegare e interpretare i momenti di ascesa e declino delle singole destinazioni. Osservazioni tra economia e politica, che notano l’importanza del valore "posizionale" del turismo. Applicazioni e implicazioni del modello. La dimensione quantitativa del turismo dal 1950 al 2000. Il modello applicato alla città di Napoli dal 1950 al 2000. “Lo sviluppo della turisticizzazione del tempo libero  è ancora in corso”. Una tale constatazione non deve tuttavia impedire di cogliere l’estrema variabilità con cui di fatto il turismo si presenta su questo o su quel territorio. In altri termini, anche se l’industria del "Ilviaggio è caratterizzata da una crescita “imponente”, che ha nella continuità e nell’assenza di grandi fenomeni ciclici la sua forza principale, ciò non preclude all’interno del sistema turistico mondiale momenti di ascesa e  declino delle singole destinazioni. Ebbene, la teoria del ciclo di vita delle località turistiche è in questo senso d’aiuto. Si tratta di un tema non nuovo, introdotto nel marketing negli ani ’50 per spiegare l’andamento nel tempo del volume di vendita di prodotti. Come i beni di consumo, anche il turismo può essere studiato col life cycle model, sostituendo le vendite del prodotto col numero dei visitatori presenti diacronicamente sul territorio. In passato, del livello ottimale di sviluppo e dei momenti di ascesa e declino delle destinazioni turistiche si sono sporadicamente occupati vari autori, ma è stato il lavoro di Richard W. Buler a raccogliere i consensi più forti e a suscitare un dibattito sul quale esiste oggi un’ampia letteratura. Questo libro si innesta, dunque, su un particolare filone di studi, ormai consolidato, all’interno del quale l’autore ritiene possa esserci spazio per ulteriori osservazioni sull’assetto generale del modello. Si tratta di osservazioni che stanno a cavallo tra economia e sociologia, che avanzano, tra l’altro, l’importanza del riconoscimento del valore “posizionale” del turismo, come secondo la nota lezione di Fred Hircsh sui limiti sociale allo sviluppo. Affollamento e congestione delle località turistiche sono qui i temi discussi. In assenza di idonee misure preventive, legate alla programmazione turistica, il destino di un’area sarebbe in qualche  modo segnato dal suo stesso successo: il nodo quindi fondamentale è la velocità di  diffusione delle pratiche di loiser,  e dell’impatto negativo che inevitabilmente comporta sulla lunghezza d’onda del ciclo.