Il cuore in una valigia: l’Associazione italiana per il turismo responsabile (Tesi)

Corso di laurea in Comunicazione sociale e istituzionale della Facoltà di Scienze della Comunicazione presso L’Università “La sapienza” di Roma.

Nel primo capitolo si documentano gli inizi del turismo responsabile e le numerose declinazioni che il termine ha avuto nel tempo, scegliendo la definizione cpiù esaustiva, quella dell’associazione per il turismo responsabile (Aitr). Di seguito alla domanda: “come si traduce in pratica un viaggio responsabile” la tesi risponde riportando una breve scheda di preparazione al viaggio che i soggetti coinvolti, tra cui l’organizzatore o tour operator, l’utente e le comunità ospitanti, dovranno osservare per una buona riuscita del viaggio. Rimanendo nell’ambito del rispetto dell’ecosistema si accenna una formula che valuta l’impatto ambientale e la capacita di accoglienza di un progetto pubblico e privato su un determinato territorio. Di seguito si tratta dei marchi e delle certificazioni più importanti nell’ambito del turismo responsabile, in particolare della Carta dei Viaggi Sostenibili frutto di un lavoro di condivisione nell’ambito del Terzo Settore che, che a partire dal 1994, ha portato alla nascita di un Forum Nazionale sul Turismo Responsabile, alla firma della Carta stessa ed alla costituzione di Aitr, l’Associazione Italiana per il Turismo Responsabile.

Nel secondo capitolo si sintetizza la lunga e difficoltosa storia della nascita di Aitr, come si è evoluta nel tempo e come oggi si compone la sua identità caratterizzata in prevalenza dall’attività dei soci ma anche da numerose e grandi organizzazioni e tour operator che lavorano nell’ambito del turismo responsabile; l’ultimo paragrafo è dedicato alla descrizione della mappa degli stakeholder di Aitr.

Nel terzo capitolo si analizza nello specifico la comunicazione dell’Associazione italiana per il turismo responsabile attraverso l’analisi di tre documenti ufficiali: la Pianificazione strategica 2010 – 2013, il Bilancio sociale 2010 – 2013 e il Piano Triennale 2013 –2016. Partendo dagli obiettivi che l’Associazione si prefigge per il prossimo triennio si indagano le strategie e i bilanci del triennio appena trascorso evidenziandone i punti di criticità. Si approfondisce l’aspetto comunicativo dell’associazione analizzando i social network tra cui Facebook, Youtube e Flickr in cui è presente l’associazione; con l’utilizzo di un sistema di monitoraggio chiamato The Archivist viene fatta una breve ricerca che traduce in dati quantitativi l’andamento dei tweet della pagina dell’associazione nell’arco temporale di un mese.

Nel quarto capitolo infine viene preso come oggetto di studio il progetto d’identità visiva che è la traduzione grafica dell’anima di un organismo, la quale diventa essenziale al fine di costruire e delegare i diversi sé che compongono la collettività, rafforzando la cultura organizzativa e dandole visibilità e riconoscibilità pubblica e di immagine coordinata, che lo IED (Istituto Europeo di design) ha realizzato per Aitr, oltre la costruzione del marchio, nell’ottica di una strategia di identità visiva rivolta non solo all’interno ma anche all’esterno dell’associazione.