Il responsabile delle risorse umane

Ispirato al romanzo di Abraham B.Yehoshua, il film prende in via da un attentato di stampo terroristico a Gerusalemme, dove muore una giovane donna, sprovvista di documenti. Dopo una settimana, nessuno si è ancora presentato in obitorio per rivendicare il cadavere, le poche informazioni sono il nome, Yulia e la certezza che era da poco stata assunta in un’azienda locale, un panificio, che neppure si era accorta della"Il mancanza della ragazza. I media non aspettano altro per scagliarsi contro la disumanità dei datori di lavoro. Ed entra in scena il responsabile delle risorse umane, che per salvare l’immagine della ditta, si offre di partire alla ricerca dei famigliari di Yulia.

Due temi caldi del film: il lavoro. Riklis mostra personaggi identificati per lo più attraverso il ruolo che rivestono nella società. In particolare, il responsabile delle risorse umane, che riveste un incarico di alta responsabilità, sa che per gestire il personale deve evitare coinvolgimenti emotivi coi dipendenti, deve “disumanizzarsi”. Un mestiere diventato meccanico: conoscere i candidati, esaminarli, accettarli o mandarli a casa. Può capitare di scordarsi volti e nomi. L’altro tema fondamentale: il viaggio. Il protagonista, che sta passando un periodo di crisi famigliare, parte alla volta della lontana Russia, dove spera di trovare i partenti della vittima a cui consegnare la salma.

Storia on the road di uno strano gruppo alla ricerca di valori e responsabilità, un allucinante viaggio con bara e figlio della vittima al seguito, in un paese devastato dalla povertà, fra tempeste di pioggia e neve, a tratti surreale, segnato da accadimenti inaspettati e imprevedibili, che porterà il protagonista a fare i conti con se stesso, a compiere un percorso esistenziale alla ricerca di sé, a misurare la profondità del suo lato umano, troppo spesso messo a tacere.