Il turismo di comunità

"MaurizioUna nuova frontiera è l’oggetto d’analisi del volume “Il Turismo di Comunità” curato da Maurizio Davolio, responsabile di Legacoop Turismo e Presidente di A.I.T.R. (Associazione Italiana Turismo Responsabile). Non una categoria soltanto di persone, ma un’intera comunità che si dà l’obiettivo di qualificare e arricchire l’accoglienza del territorio, offrendo esperienza, competenza e testimonianza della cultura materiale del luogo, come vecchi mestieri, tradizioni, gastronomia tipica, produzioni locali di qualità, artigianato tradizionale. Nel suo libro cita diverse esperienze italiane di turismo di comunità, sostenendo che il turismo di comunità può diventare la chiave di volta verso uno sviluppo sostenibile dei territori locali. “Io credo che il turismo di comunità abbia delle grandi potenzialità soprattutto in aree interne caratterizzate da problemi di declino demografico ed economico. Le esperienze che ho citato sono replicabili in qualsiasi contesto territoriale, è però necessario che si formi in loco un gruppo d persone, in particolare giovani, coesi, decisi a reagire, capaci di inventare nuove attività. E’ anche importante che vi sia un leader, di cui tutti hanno fiducia, in grado di guidare l’esperienza e di confrontarsi con le forze esterne. La forma cooperativa è a mio giudizio di gran lunga la più adatta ad avviare questa forma di turismo”. Dopo una breve spiegazione del concetto di turismo di comunità, la sua diffusione all’estero e in Italia, l’autore ne elenca le condizioni, i pregi, spiegando cosa sia la forma cooperativa, per terminare con una enunciazione sui possibili rischi. “Purtroppo sia nel Sud del Mondo che da noi alcune esperienze finiscono male; "Copertinale cause possono essere le più varie: una mancata analisi delle reali potenzialità turistiche del luogo; l’assenza di una visione precisa e condivisa; aspettative eccessive; litigiosità nel gruppo in assenza di una guida capace di coordinare, rappresentare all’esterno, mediare le varie esigenze; errori di progettazione; debolezza commerciale”, così commenta l’autore. Ed alcuni consigli: “Ognuno deve “rileggere” il proprio territorio in chiave turistica, mettersi nei panni del visitatore, cercando di capire che cosa per lui è attraente e interessante; pertanto la rilettura del territorio va fatta seguendo alcune indicazioni che il lettore trova nel manuale, che esamina le attrattive naturali, gli elementi d cultura tangibile e intangibile, prende in considerazione anche i fatti storici, i personaggi locali e persino le attività illecite del passato, e fornisce suggerimenti per la creazione di attrattori artificiali compatibili”.