Il turista nudo

Lo scrittore (collaboratore del “New York Times” e del “New Yorker”), consapevole che la ricerca di un altrove incontaminato si infrange contro un tour operator ormai pronto ad aspettarlo, cerca comunque una meta per il suo viaggio. Così, individuata sulle carte e tra innumerevoli siti web una meta possibile, decide per l’Isola di Papua Nuova Guinea. Ma ci vuole arrivare attraverso varie lente"Il tappe. Comincia così un viaggio sgangherato e divertente, con un’esplorazione ironica di altrove molto contaminati: la Dubai che gli sceicchi stanno trasformando in un immenso parco a tema, le Andamane distrutte dallo tsunami e che stanno per essere ricostruite come le nuove Maldive, la Thailandia vista attraverso l’enorme città della salute e del fitness, per avvicinarsi lentamente a quell’isola immensa di cieli verdi, fiumi fucsia, vulcani attivi e la sua foresta inospitale, per avvicinare gli uomini nudi che ci vivono, accompagnato solo dalle sue paranoie e dagli scritti della Mead e altri. Dal libro: “La paranoia delle zanzare era tale che ormai per alzare la cerniera, tuffarsi dentro a capofitto e richiudere ci mettavamo circa un secondo….Alle otto, spenta la candela, rimanevano solo le canzoni kombai, che risuonavano in tutta la foresta. Ma poteva anche succedere di doversi alzare per andare a fare una certa cosa nella macchia e lì cominciava un incubo terrificante – il pagliaccio nudo sotto la pioggia, una torcia elettrica legata alla fronte, la pelle tutta un graffio, con un rotolo di carta igienica zuppa in mano, a saltellare in punta di piedi fra ragni velenosi, e potenzialmente letali. Appena spegnevi la luce per proteggere la tua intimità dagli insetti, centinaia di lucciole ti calavano sulla testa come fotoelettriche, illuminandoti a beneficio dell’intero regno animale: ehi ragazzi, guardate qua, un cagone umano per cena!”