Immagini dell'Ecuador

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Immagini  dell’Ecuador (agosto 2009)


 


 


Nella foresta


Mi sveglio nel cuore della notte e sento un silenzio assoluto.


C’è un  momento di notte che la foresta è muta, immobile, come sospesa.


Il silenzio assoluto fa cessare, per un attimo, anche la respirazione e tutto sembra ancora più irreale e magico.


Sorrido e mi godo questo momento di perfetta solitudine fino a quando il sonno di nuovo mi rapisce.


 


Voci di bambini mi svegliano, la luce è ancora un ricordo, ma già comincia a prendere la forma di una certezza.


Tutti dormono ancora.


E’ troppo presto, le palpebre sembrano due macigni, ma la curiosità vince il sonno e apro gli occhi.


A pochi metri da dove dormo scorre placido il fiume rigonfio di acqua.


Lo scorrere lento e silenzioso delle acque gli ha permesso di celarsi nell’oscurità della notte, ma ora le prime pallide ore del giorno me lo svelano come in un sogno.


 


 


Pioggia e Fango due compagni di cammino


Piove,


piove sui pini silvestri – direbbe il Pascoli


Piove,


madonna come piove – direbbe Jovanotti


Piove


che Dio la manda – si usa dire dalle mie parti.


Il mattino si presenta così, il giorno dell’escursione in foresta.


Piove.


Pioggia e Fango mi accolgono ai margini del sentiero e mi accompagnano nel cammino.


Pioggia mi lava,  Fango dispettoso si diverte a sporcarmi di nuovo e a ricordarmi quanto sono precari i miei passi.


Pioggia si stanca e mi abbandona, Fango no, lui non demorde, ma alla fine del cammino ne rimane solo un po’ appiccicato agli stivali, mentre una gioia immensa nel cuore mi pervade.


 


 


L’oceano d’agosto


Immenso e grigio


Pacifico, a volte.


Riservato, sempre.


Puntuale ogni giorno pian piano si ritrae come fosse intimidito dal sopraggiungere della sera.


E’ il momento che docile e mansueto lascia occupare il suo spazio.


Niente rimane dell’aggressività di poche ore prima, quando nervoso e vorace si scagliava sulla spiaggia come volesse inghiottirla.


Il Pacifico offre in queste ore serali un umido e pulito tappeto su cui camminare immersi nella quiete dei pensieri.


 


 


Salinas – el queso


Li vedo come sonnambuli alzarsi quando ancora le tenebre gettano ombre oscure


Li vedo caricare sull’asino i piccoli bidoni pieni di latte appena minto  e partire lentamente alle prime luci dell’alba


Li vedo arrivare silenziosi a Salinas che il mattino è ancora fresco


Li vedo liberare gli asini dal pesante fardello e attendere pazientemente il proprio turno


Li vedo seri e concentrati versare il latte nei grandi recipienti


Sono certa che sono orgogliosi di vedere il proprio latte trasformarsi pian piano in forme rotonde e quadrate di gustoso formaggio.