Iqbal

“Non ho paura del mio padrone. Ora è lui ad avere paura di me.” Sono le parole di Iqbal Masih, bambino schiavo"Iqbal" in una ditta di tappeti in Pakistan, nato nel 1983 ed assassinato nel 1995. Cinzia Th Torrini gira nel 1998 il film che racconta la sua storia: il padre lo vende all’età di 8 anni ed è costretto a lavorare incatenato per 16 ore ad un telaio. Tenta varie volte di fuggire, è riacciuffato e punito. Nel 1992 partecipa di nascosto ad una manifestazione del Fronte di Liberazione dal Lavoro Schiavizzato e denuncia la sua condizione. Liberato dagli avvocati, comincia così una serie di conferenze internazionali; a Stoccolma afferma “……..gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite………”. Nel film ci viene mostrato determinato e coraggioso, votato alla causa, deciso ad istruirsi, ma anche solidale con i bambini con cui condivide la situazione di schiavitù, comprensivo con chi ha paura, tenero con la bambina che è ancora più vessata di lui. La nostalgia per la famiglia è grande, la lontananza dalla mamma lo fa soffrire, è stato costretto a crescere troppo in fretta, ha voglia di giocare…….. e muore sulla sua bicicletta mente  gioca davanti a casa sua.