La banda

La banda della polizia di Alessandria d’Egitto viene invitata a suonare in un centro culturale arabo in Israele, ed a causa di un fatale errore finisce nella sterile e desolata cittadina di Bet Hatkva, con i suoi pochi abitanti curiosi, sconcertati ed ironici. Sono costretti a chiedere ospitalità a Dina, che li accoglie nel suo ristorante col suo modo di fare ospitale ed estroverso, in particolare per l’impacciato direttore d’orchestra "LaTewfiq. Il plotone si sparpaglia in varie case, a vivere ognuno la sua nottata surreale, perplessa e umanissima. Questa la trama del coraggioso film (boicottato in Egitto) dell’israeliano Eran Kolirin, che è prima di tutto un viaggio umano, in cui musica, poesia e cinema fanno da collante in ogni occasione in cui le differenze culturali stanno per prevalere sulla sensibilità universale che accomuna indistintamente individui e popoli. Il film mette ebrei e arabi uno di fronte all’altro senza le cose che solitamente li dividono: muri, bombe, reticolati e frontiere varie, costringendoli a dialogare, a confrontarsi, cosa a cui sembrano disabituati. Dice il regista: “…..abbiamo scambiato l’arte con il commercio e abbiamo dimenticato il legame degli esseri umani e la conversazione, perché la nostra unica preoccupazione era quanto grande fosse la fetta della torta su cui potevamo mettere le mani…..”.Forse tra le tante contraddizioni della realtà c’è ancora posto per un sogno di pace, perché al di là delle divergenze culturali e delle barriere linguistiche c’è la musica, ci può essere anche l’amore e anche il viaggio.