La comunicazione turistica. Lingue, culture, istituzioni a confronto

Raccolta dei risultati di una ricerca biennale condotta dall’Università di Cassino, Università di Torino e Università di Trieste. Trattasi di uno dei Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale del 2007. La comunicazione turistica, i suoi aspetti culturali e i rapporti con le istituzioni sono state al centro dei lavori per la realizzazione del progetto, che hanno avuto uno dei momenti di massima visibilità nella giornata di studi conclusiva, l’incontro internazionale che si è tenuto presso l’Università di Cassino il 26.11.201.

Il filone di studi traduzione–turismo è introdotto da Nadine Celotti. L’autrice sottolinea quanto peso abbia la dimensione culturale d’una traduzione e quanto l’attività traducente sia il primo generoso passo per accogliere l’ospite straniero. Di seguito Anna Giambagli sviscera le strategie e soluzioni traduttive di uno dei 23 cataloghi tematici promozionali prodotti dalla Regione Friuli Venezia Giulia."La Maria Cristina Palazzi indaga le “parole per tradurre” le emozioni, sottolineando come le traduzioni solitamente euforiche non sempre emozionano allo stesso modo in lingue diverse. Marie Hédiard introduce il felice amalgama che si è realizzato tra Intercomprensione tra lingue romanze, turismo e quel pubblico particolare costituito dagli studenti in mobilità Erasmus. Mathilde Anquetil, Maddalena De Carlo e Laura Diamanti indagano rispettivamente il turismo Erasmus ricollegandosi al concetto di Bildung per superare ottiche stereotipate sui soggiorni Erasmus e promuovere un’educazione al turismo; le seconde portano i risultati d’una ricerca qualitativa condotta su studenti Erasmus dell’Università di Cassino e Macerata. L’intervento di Martine Azen pone l’accento su temi ricorrenti nel dibattito tra i partecipanti al “tour do mondo en 90 zile”, e il saggio di Christian Deghache pone una serie di interrogativi sul rapporto Itercomprensione–turismo, più esattamente formazione al turismo. Collegato il saggio di Sonia Di Vito, che prende in considerazione le caratteristiche della produzione-comprensione dei messaggi orali. Giuseppe Muti e i suoi collaboratori indagano tra le esperienze europee di formazione al turismo dove sono coinvolte università di paesi le cui lingue sono neolatine. Martine Hédiard prende lo spunto nel suo studio da un corpus bilingue francese-italiano comprendente testi turistico-gastronomici e si sofferma su alcuni lemmi a larga diffusione. Brigitte Battel studia le cure termali, la cura del corpo, il concetto imperante di un “benessere”corporeo che si irradia su psiche e comportamenti. Patrizia Battilani individua nel suo saggio come il binomio economia–cultura nella storia del turismo si colori di contaminazioni, di imitazioni soprattutto nei riguardi di realtà americane. Specificatamente sulle viste guidate scrive Michèle Gellereau, esaminando non solo le visite organizzate ma tutti coloro che intervengono per accompagnare ed informare i turisti. Françoise Rigat offre l’analisi di guide turistiche francesi ed italiane per bambini. Su una nuova tipologia di turismo e sulla denominazione di “turismo scientifico” scrive Patricia Kottelat. Maria Isabella Mininni scopre il El Viajero, supplemento dedicato al turismo del quotidiano spagnolo El Paìs, individuando i percorsi attraverso i quali si costruisce lo sguardo del “viaggiatore”; mentre Antònio Fournier studia un testo, che di recente Volta ao Mundo, prima rivista portoghese di viaggi, ha dedicato alla città di Roma. Su testi di grandi istituzioni internazionali, quale la Convention européenne du paysage, Mariagrazia Margarito legge dati assiologici a valore positivo che testimoniano evoluzioni sociali ed evoluzioni di pensiero dell’epoca in cui viviamo. Il volume termina con un lessico di termini illustrato a cui si affianca un elenco delle aggettivazioni più ricorrenti.