La Zona

Un trionfo alla 64° Mostra Intenazionale d’Arte Cinematografica di Venezia in cui si è aggiudicato il premio Leone del futuro – Premio Opera Prima “Luigi De Laurentiis”. Un muro alto e impraticabile separa la Zona, un quartiere "Laresidenziale e abbiente di Città del Messico, da un mondo di baracche e di miseria. Un temporale e il crollo di un cartellone pubblicitario provocano una breccia in quel muro, dove si infilano tre adolescenti delle favelas in cerca di denaro e di fortuna. Ma il destino decide altrimenti e tragicamente. Nella prima sequenza della Zona un adolescente percorre una strada residenziale a bordo di un Suv. La vernice brillante dell’auto riflette ville e giardini curati: un dentro perfetto e asettico che riproduce se stesso. Nell’universo chiuso della Zona c’è il vuoto spaventoso di una lucida determinazione, che spinge residenti sfacciatamente ricchi a confinarsi e a confinare l’umanità derelitta. Una storia sulla tendenza attuale a garantire la sicurezza costruendo muri. Il regista: "Volevo lanciare l’allarme su un modello di vita che si diffonde ovunque". Scenario tipicamente latinoamericano, ma che, viste le baraccopoli e i campi rom che ci sono nelle nostre città, non ci appare in fondo così lontano. "La Zona – come racconta Plà, non è solo la storia di una rapina e di una caccia all’uomo; è la storia di una società spezzata, fatta di due mondi che si temono e si odiano a vicenda". In quest’ottica, il film tenta di lanciare un avvertimento su come l’umanità si stia evolvendo, cerca di mettere in guardia da un modello di vita che si sta avvicinando sempre di più.