L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza

1970: è l’anno dei Mondiali di calcio in Messico e della mitica finale in cui il Brasile sconfisse l’Italia. Anche per il "L’annopiccolo Mauro, figlio di padre ebreo e madre cattolica, i mondiali sono la cosa più importante, ma la sua vita è sconquassata quando i genitori decidono di portarlo dal nonno per andare in “vacanza”. Sono gli anni della dittatura e probabilmente i genitori sono ricercati per il loro attivismo politico, così partono da Belo Horizonte verso il quartiere Bom Retiro a San Paolo. Lo lasciano in fretta e furia davanti alla casa del nonno Mòtel, senza sapere che questi è appena morto. Il quartiere è abitato da ebrei polacchi e tocca all’anziano Shlomo, occuparsi del bambino, quando lo trova in attesa davanti alla porta. Il rapporto non è facile, ma tutta la comunità viene coinvolta, almeno nel preparare i pasti. La piccola Hana gli fa conoscere i suoi amichetti con cui giocare a pallone, nel frattempo i Mondiali sono cominciati ma i genitori non  ritornano. Un mondo nuovo si schiude per Mauro, fatto di ebrei, italiani, greci, unificati dal tifo per il Brasile. Nel frattempo Mauro e Shlomo iniziano a conoscersi ed ad amarsi, e sarà proprio l’anziano ebreo che lo riaccompagnerà nella camera dove, tornata finalmente ma sola, riposa la mamma.