L’idiota in viaggio

L’idiota in viaggio è il turista, che come sappiamo è un cattivo viaggiatore. Per lo "L’idiotameno questa è la sua reputazione da parte dell’opinione pubblica, in virtù di una lunga tradizione che dalla presa in giro al disprezzo, all’odio non ha mai cessato di esistere. Il pregiudizio è così radicato che lo  si ritrova ovunque e ci si domanda da dove venga. Tuttavia, senza pretendere di attribuire a questo viaggiatore delle qualità inaspettate, dobbiamo riconoscergli, al di là dei vantaggi evidenti (economici, politici e culturali), una vera intelligenza del  viaggio, con i suoi labirinti, i suoi confini, i suoi deserti e i suoi paradisi. I suoi spostamenti non  sono l’espressione di un comportamento senza regole né logica. Inscritti in un universo, tracciano nello spazio degli itinerari che guidano i nostri sogni collettivi. Però il turista, ossessionato dal mito del viaggiatore, disprezzando i suoi limiti finisce con il disprezzare se stesso e intrappolato da questo paradosso anche il suo modo di comportarsi, le abitudini, le parole, i gesti ne risentono, facendo di lui un personaggio complesso e complessato: l’eroe ambiguo di questo libro. Il progetto del libro è ripercorrere il "disprezzo" in tutte le sue manifestazioni, ma per riabilitare la figura di questo turista. E’ la storia etnica della mobilità del tempo libero, indagando sull’eterno dilemma: turista o viaggiatore?