Mercanti avventurieri -Storie di viaggi e di commercio

Il libro percorre un arco di tempo piuttosto lungo, dal Medioevo all’Età Moderna, ed illustra uno degli aspetti che lo hanno caratterizzato, l’espansione verso Oriente che in Europa si era verificata grazie ai viaggi compiuti dai mercanti per via di terra e di mare.

Il fenomeno era iniziato con le crociate e con le opere missionarie e sulle vie da esse tracciate avrebbero continuato a viaggiare i mercanti. I loro interessi, però, non erano religiosi o politici ma provenivano da uno spirito intraprendente, di avventura, dalla curiosità per terre sconosciute, misteriose come quelle dell’Oriente asiatico, dalla possibilità di avviare con esse rapporti di commercio e ricavarne dei buoni guadagni. Si preparava, così, l’uomo dei tempi nuovi."Mercanti

I primi mercanti avevano proceduto via terra e giunti in Oriente, anche se non ancora in India o in Cina, erano stati attirati dalla ricchezza di stoffe pregiate, seta, lana, di spezie, aromi, droghe, di pietre preziose, gioielli, diamanti, posseduta da quei popoli ed esposta negli empori, nei mercati. L’India, poi, si sarebbe rivelata ancor più ricca ed avrebbe rappresentato una meta costante per i mercanti di ogni nazionalità, fossero italiani, portoghesi, spagnoli, olandesi, inglesi, francesi. Molte possibilità di guadagno vi avevano intravisto, le avrebbero realizzate e più frequenti sarebbero diventati i loro viaggi. Si sarebbero instaurati rapporti duraturi con i nuovi paesi, ci sarebbero stati degli accordi, si sarebbe creata una fitta rete di scambi, di servizi postali, bancari, sarebbero sorte compagnie di viaggio. Il concetto di viaggio aveva subito una grossa modifica rispetto ai tempi passati. Al viaggio necessario per la formazione era subentrato il viaggio fatto per arricchirsi.

Di viaggio di formazione si sarebbe tornato a parlare a fine Settecento e dopo, ma intanto viaggiare significava studiare le tappe da percorrere per raggiungere l’Oriente, pensare alle merci da acquistare ed ai mercati dove venderle, compresi quelli europei che ne facevano gran richiesta. Gli stessi stati europei giungeranno a promuovere, organizzare simili viaggi perché ne risultava arricchita la loro economia. Così si aggiudicheranno proprie zone d’influenza in Oriente, entreranno in contrasto tra loro, ci si avvierà verso la formazione delle potenze coloniali e verso la guerra. Tanta ricchezza attirerà briganti, banditi di ogni genere che si aggiungeranno ai già gravi pericoli che i nuovi territori, i nuovi mari comportavano per i viaggiatori. Alcuni di questi non faranno ritorno in patria perché vittime in terra di malattie, congelamenti, di mare in tempesta.

Tutti, però, sentiranno il bisogno di registrare quel che avevano visto, sentito, fatto, vorranno scrivere o faranno scrivere di civiltà, moltissimi saranno i resoconti, i diari di viaggio, i libri e tramite essi giungeranno a noi le notizie di tanti usi, costumi, miti, leggende, di quanto di meraviglioso ma anche di orrendo si verificava in quei luoghi, di quante situazioni, buone e cattive, avevano vissuto gli autori di quella scrittura.

A tale scrittura si riferisce Brilli nel suo libro, riportando molte di quelle opere, commentando e trattando di ogni loro autore.