Mirka

Il regista algerino ha tratto l’idea del film leggendo del dramma degli stupri etnici perpetrati nelle guerre succedutesi nella ex Juguslavia. In un villaggio di montagna, dove si vive semplicemente, la violenza e l’odio serpeggiano in ogni azione e parola: è la triste eredità di una sanguinosa guerra che anni prima ha sconvolto il paese. Kalsan e Elena vivono in una calma apparente, sconvolta improvvisamente dall’arrivo di Mirka, un trovatello alla ricerca della propria madre. Durante un’eclissi solare, vissuta come un presagio di sventura, il passato che sembrava ormai sepolto riappare con tutto il suo carico di sofferenza a riannodare il filo della vita di Mirka, di Elena che capisce che il bambino è suo figlio, sul quale i compaesani scaricano le loro paure per il diverso. Ma accanto al piccolo c’è ora sua madre e il buon gigante Strix, uomo solitario che alleva uccelli e ne imita il canto. Un film sul cuore umano sempre sospeso tra odio e perdoni, tra rifiuto e accoglienza.