Per un turismo autenticamente umano

Atti del Convegno di Rimini dal 5 al 7 settembre 2000. La dimensione antropologica-religiosa. Pellegrinaggio e viaggio. Le radici cristiane dei codici del turismo. Turismo e uso del tempo. Turismo, sviluppo locale e ambiente. Turismo e Paesi in via di sviluppo. Circuiti alternativi del turismo. Il turismo è un fenomeno con radici assai antiche, che ha sperimentato dopo la seconda guerra mondiale una imponente diffusione nei paesei avanzati del mondo con l’innalzarsi dei redditi, la rivoluzione dei trasporti e l’aumento del tempo libero. Si tratta di un fenomeno che contiene due elementi costitutivi: l’uscita dalla quotidianità e il mettersi in relazione. Attraverso il turismo può passare l’espressione di importanti valori, come l’amicizia tra "Perle genti, la valorizzazione delle tradizioni e delle culture locali, la scoperta di nuovi ambienti naturali, la convivialità e l’ospitalità, ma possono anche sperimentarsi disvalori come l’evasione, la trasgressione e la perversione. Nell’anno del solenne Giubileo del 2000 una città con lunga tradizione turistica come Rimini e la sua nuova Università hanno voluto proporre una approfondita riflessione sulle implicazioni etiche del turismo, per poterne trarre conoscenze ed indicazioni utili per gli operatori del settore  e per tutti coloro che sono toccati dalle problematiche turistiche. Nella prima sezione il protagonista è il viaggio, nel suo passaggio dai significati dell’età antica a quelli dell’età cristiana, centrati sul pellegrinaggio, che continua ad avere una sua grande vitalità fino ad oggi, pur assumendo modalità di realizzazione diverse. La seconda sezione è dedicata all’uso del tempo “libero”. Il turismo può offrire molti modi per “ammazzare” il tempo in un turbinio di eventi che si confondono fra loro senza lasciare traccia, mentre si può “liberare” il tempo attraverso attività che offrono percorsi di ristoro e di reintegro del corpo e dell’anima. Alla terza sezione è stato affidato il compito di offrire riflessioni sui rapporti che il turismo ha con le comunità locali e l’ambiente. La sezione si apre con la proposta forte di fare del turista un soggetto di turismo e non un oggetto, evitando di annegare anche il turismo – un fenomeno che dovrebbe per eccellenza sottrarre l’uomo alla sua quotidianità – nel consumismo oramai prevalente. Infine la quarta sezione affronta un tema fra i più scottanti del mondo attuale, ossia il turismo nei paesi in via di sviluppo. E’ purtroppo noto che i paesi in via di sviluppo, a causa della loro debolezza economica ed istituzionale, non si peritano, pur di moltiplicare i turisti, di attirarli con le sollecitazioni più degradanti, come il sesso e la pedofilia, e non hanno attenzione alla salvaguardia né delle proprie tradizioni né del proprio ambiente naturale. Come accettare la sfida di attivare flussi turistici nei paesi in via di sviluppo arginando la deriva morale che spesso ne consegue è questione delicata, ma non impossibile da affrontare.