Storia del camminare

In questo lavoro, l’autrice sostiene che storicamente il camminare era legato a motivi politici, estetici, sociali, ludici e si sofferma sugli esempi di persone per cui l’atto del camminare ha avuto grande importanza, dai filosofi peripatetici dell’antica Grecia ai poeti romantici, dalle passeggiate dei surrealisti alle ascese degli alpinisti.Il "Storiacamminare ha creato sentieri, strade, rotte commerciali; ha generato concezioni di spazio locali e transcontinentali; ha conformato città, parchi; prodotto mappe, guide, attrezzature e una vasta biblioteca di racconti e di poemi che ci parlano di camminate, pellegrinaggi, spedizioni alpinistiche, vagabondaggi, e anche di pic nic estivi”. Il volume è arricchito dai racconti di alcuni tra i più significativi camminatori nella letteratura e nella storia, con puntuali citazioni, da Wordworth a Gary Snyder, da Rousseau, che nei limiti di una passeggiata può vivere nel pensiero e nella fantasticheria e pertanto sopravvivere al mondo da cui si sente tradito, a Kiekegaard, che scelse Copenaghen come luogo in cui passeggiare e studiare i soggetti umani, da Edmund Husserl, che descrisse il camminare come l’esperienza che ci permette di capire il corpo in relazione con il mondo, alle Madri argentine di Plaza de Mayo, dalla Elisabeth Bennet di Jane Austen alla Nadja di Andrè Breton. L’autrice ci narra di alcuni pellegrinaggi, tra cui quelli politici, passando attraverso la storia del labirinto, a quella dei giardini, nati aristocratici nel ‘700, agli itinerari a piedi dei romantici nel regno dell’incolto, passando attraversando la storia dei club escursionistici e le guerre territoriali, il passeggiare nelle città così cambiato negli ultimi secoli. Dedica un intero capitolo a Parigi, la città per eccellenza del vagabondare, per approdare ad un’analisi della situazione femminile in rapporto allo spazio pubblico. Termina con il camminare postmoderno: le palestre asettiche e l’invasione dei tapis roulant.