The Take – La Presa

Il film parla di una trentina di operai in Argentina che dopo la grande crisi del 2001, occupano la propria fabbrica inattiva per far rifunzionare la macchine. “In una economia basata sul precariato l’esempio argentino è prezioso”, con queste parole l’autrice di No-Logo, commenta il suo film realizzato a fianco del marito, il "Thegiornalista Avi Lewis e premiato al Festival del Cinema di Venezia nel 2004. Alla vigilia della drammatica crisi economica del 2001, la più ricca borghesia dell’America latina si ritrova in una città fantasma con fabbriche abbandonate e una disoccupazione a livelli estremi. Il semplice gesto dei 30 operai, che occupano la loro fabbrica, ha il potere di portare alla ribalta il dibattito sulla globalizzazione e le sue contraddizioni. Alla periferia di Buenos Aires, un gruppo composto da trenta ex operai di una fabbrica di parti meccaniche per automobili, la Forja San Martin entrano nella fabbrica e la occupano. La Forja San Martin è fallita a causa del suo stesso proprietario, amico di Carlos Menem e poco attento ai bisogni sociali e salariali dei suoi operai, e tutto ciò che gli operai vogliono è far ripartire la produzione, ispirati dal successo delle analoghe iniziative nella fabbrica tessile Brukman e della fabbrica di ceramiche Zanon in Patagonia. Armati di fionde e di una fortissima fede nella democrazia operaia, i lavoratori portano avanti la loro battaglia contro i capi, le banche e l’intero sistema, per difendere il diritto al lavoro. L’atto di riappropriarsi autonomamente del diritto al lavoro ha il valore di uno sconvolgimento alla struttura stessa della globalizzazione. Il regista e produttore Avi Lewis con sua moglie Naomi Klein, portano gli spettatori all’interno di questa lotta, il cui fine ultimo è quello del recupero della dignità. Naomi Klein: “In Argentina 200 fabbriche sono state riprese dai loro operai. È incredibile. E questo fenomeno è stato quasi completamente ignorato dai media”.