Trofei di viaggio per un’antropologia dei souvenir

La realtà problematica del viaggio trova nei souvenir i suoi piccoli ma significativi trofei. Il vassoio di plastica, naturalmente “made in Italy”, con figure tratte da un quadro di Gauguin acquistato dalle turiste americane all’uscita dell’acquario di Tahiti; la statuina in polistirolo, “made in Hong "TrofeiKong”, , rappresentante la de greca Afrodite in vendita nell’isola di Capri; i “diabolitos” statuine in terracotta policroma, a soggetto erotico, proposti in Messico al viaggiatore e acquistati come frutto di oscure mitologie, che si rivelano invece ispirate da una rivista pornografica abbandonata da un turista. Esperienze analoghe a tante altre che però hanno portato Canestrini,  grande viaggiatore oltre che attento studioso, a guardare  l’Italia dei souvenirs con occhi diversi. Ne risulta un percorso nel mondo degli oggetti ricordo che si svolge lungo un cammino sorvegliato da insegne e da simboli bizzarri, in parte ancora da scoprire e da interpretare. La via dei souvenirs è costellata di piccoli mostri (dal latino monstrum, stranezza mostrata) che servono per ricordare. Una passeggiata libera da costrizioni disciplinari che comporta diverse incursioni nel passato, evitando tuttavia l’inutile tormentone della distinzione tra il viaggiatore colto e interessato di  stampo romantico e il turista distratto e annoiato che fa la gioia dei tour operators del giorno d’oggi. Attraverso un’analisi degli oggetti ricordo (i pià significativi o sorprendenti dei quali riprodotti in tavole fuori testo a colori) ricca di notizie curiose e di riferimenti impensati, canestrini ci introduce in realtà a una problematica del viaggio che trova nei souvenirs i suoi piccoli ma significativi trofei.