Turismo critico – Immaginari geografici, performance e paradossi sulle rotte del turismo alternativo

In questo volume si indagano le complesse articolazioni che alimentano la relazione tra turisti e luoghi turisticizzati attraverso l’analisi di forme di turismo considerate “alternative”, che rappresentano tentativi espliciti di resistere alla presunta banalità del turismo di massa e di contrastare alcune delle sue degenerazioni.

Nel primo capitolo, Il turismo e l’incontro con l’altro: viaggio nel paese dei loghi comuni, alcuni ricercatori del gruppo di ricerca francese MIT, si interrogano sulle motivazioni alla base della scelta di modalità turistiche “intelligenti”.

Il capitolo successivo riguarda il “turismo sostenibile”: La “bolla verde”: ecoturismo e sostenibilità. Indaga le "Turismomotivazioni e le modalità che portano allo sviluppo di uno dei segmenti di offerta turistica con i più alti potenziali di crescita: l’ecoturismo, che si qualifica come la risposta socialmente accettata ad un’inquietudine, il senso di colpa che assale il turista, la sua esigenza di non compromettere l’equilibrio incontaminato dei luoghi che visita e soprattutto la volontà di sentirsi egli stesso protagonista di un progetto di sostenibilità.

In Ambientalismo, Turismo e (post)politica in uno spazio di riserva: l’Arcipelago delle Galapagos, si mostrano gli effetti per nulla scontati della spazializzazione dell’immaginario ambientalista, attraverso l’analisi delle forme storiche di territorializzazione e di sviluppo turistico dell’arcipelago delle Galapagos.

Nel capitolo a seguire, Passando in India: visioni cinematografiche, immaginari geografici e turismo, ci si concentra sul concetto di immaginario turistico. I film prodotti in India o diretti da registi indiani che arrivano nelle nostre sale sono realizzati esplicitamente per un pubblico occidentale e si possono tracciare tre grandi aree di rappresentazione: la prima è l’erede della più diffusa idea di Oriente, la seconda è rappresentata dall’India miserevole popolata da immagini di estrema povertà e arretratezza economica e sociale ed infine, comincia ad emergere quella del gigante demografico in galoppante crescita economica.

Culture in movimento: il distretto turistico reggae salentino, riguarda una forma particolare di “turismo culturale” che ogni estate trasforma alcuni Comuni del Salento in un luogo di attrazione specializzato per migliaia di appassionati del musica reggae.

Il seguente capitolo “Zapaturismo e turismo politico in Messico” descrive i tratti salienti e le motivazioni che hanno determinato lo sviluppo di forme turistiche solidale alla causa zapatista.

Il capitolo Il turismo alternativo come pratica sociale: il backpacking, si occupa della più antica e diffusa alternativa al turismo di massa: il viaggio auto-organizzato e zaino-in-spalla.

In L’intruso: le dinamiche spazio-temporali di una pratica di mobilità “non critica” si descrivono le performance che caratterizzano i consumatori che si recano nel fine settimana in alcuni famosi Outlet italiani.

Essi rappresentano per questo spazi turistici per antonomasia: stranianti, diversi, totali, ma allo stesso tempo rassicuranti, normali, aperti a tutti, e testimoniano le crescenti commistioni tra spazi del turismo e spazi del tempo libero. La ricerca indaga ciò che gli attori fanno e dicono di fare nella loro esperienza quotidiana, scegliendo di intervistare un campione quanto più omogeneo.