Turismo sostenibile in ambienti fragili

Atti del seminario internazionale svoltosi, presso l’Istituto di Geografia Umana dell’Università degli Studi di Milano, il 18 e il 19 febbraio 1997. Incontro tra geografi, pianificatori e giornalisti ambientali per discutere attorno al rapporto tra turismo e ambiente come nodo centrale di qualsiasi politica di sviluppo turistico sostenibile. In questo lavoro si considerano ambienti e popolazioni minacciate da pressioni esterne e, nella fattispecie, dalla pressione turistica. L’idea di fragilità adottata considera sia i caratteri biofisici degli ambienti sia i caratteri antropici delle comunità che in essi vivono. Si è scelto di focalizzare l’attenzione oltre che sulle Terre Alte, le regioni montane di tutto il mondo, sugli spazi rurali rimasti ai margini dello sviluppo e sulle aree estreme, per motivi climatici e per motivi di accessibilità. Le politiche comunitarie per il turismo delle aree rurali svantaggiate; il caso Crespi d’Adda, il turismo tra i monumenti del lavoro; la Convenzione delle Alpi, economia tra natura e cultura; la montagna italiana, sensibilità ambientale/culturale e sviluppo turistico; aspetti quali-quantitativi del turismo nelle Alpi italiane; Engadina, evoluzione di un’area turistica di lunga tradizione; il caso di Pramollo/Nassfeld, il turismo transfrontaliero; il carico antropico e la compatibilità ambientale nell’alta montagna alpina in conseguenza dello sviluppo turistico; la gestione dei parchi naturali ad alta quota nelle Isole Hawaii; Nepal, verso un turismo sostenibile sulla via dell’Everest; l’insostenibile retorica del paradiso; turismo solitario nei deserti della Western Australia; il turismo in Antartide, nelle zone polari boreali, nello Yukon canadese e nella penisola del Taimyr; i danni del turismo globale nella Nuova Guinea Occidentale; i popoli tribali nell’Amazzonia brasiliana; l’esperienza della natura nella biosphère di Montréal, le alte terre d’Europa; il sud-ovest dell’Inghilterra e gli Alti Pirenei.