Turisti e felici? Il turismo tra benessere e fragilità

“Turisti e felici?” questo il titolo e la domanda a cui vuole rispondere Paolo Corvo (docente di Istituzioni di Sociologia e Sociologia del Turismo presso L’Università Cattolica di Brescia) con il suo libro, pubblicato nel 2007.

L’individuo globalizzato, vivendo in condizioni di fragilità relazionale e di insicurezza, cerca di realizzare il suo desiderio di benessere nella vacanza, che viene così rivestita di significati profondi."Turisti

Mostra come le nuove forme di turismo (ambientale, culturale, sostenibile) possano rispondere a questi bisogni, anche se la felicità sembra essere raggiungibile soprattutto attraverso un agire etico e solidale nei rapporti interpersonali e sociali.

Nella prima parte si fa riferimento alle teorie dell’antichità classica nella riflessione sulla felicità e sulle vie per perseguirla, individuando alcuni punti in comune tra le riflessioni degli antichi e quelle dei moderni. Poi l’autore passa ad approfondire gli aspetti del disagio che coinvolge l’uomo occidentale, dominato da ansie e timori, che attende per tutto l’anno il periodo delle vacanze, concentrando su esse aspettative e speranze. La vacanza assume così un forte carattere simbolico, un luogo di recupero dell’identità perduta nel tempo feriale e lavorativo.

Alla luce delle dinamiche che stanno provocando una profonda trasformazione nel mondo del turismo, si analizzano le iniziative intraprese per migliorare la qualità dell’offerta turistica (campagne promozionali e di marketing, marchi specifici e ben identificabili, proposte integrate delle varie risorse culturali, storico-artistiche ed ambientali).

Nell’ultima parte, infine, si cerca di declinare la dimensione dell’alterità , che nella società contemporanea si presenta con molti volti, sia sul piano socioculturale che su quello dei rapporti interpersonali.

Il turismo può contribuire a far nascere e crescere un nuovo umanesimo?