Viaggiatrici – Storie di donne che "vanno dove vogliono"

Il libro è un excursus tra i viaggi di alcune donne inglesi in Sicilia, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, quando erano parte di una minoranza. Via via sempre più numerose, i loro racconti sono caratterizzati dall’immediatezza, dalla capacità di cogliere bozzetti di vita quotidiana.

Miss Ellis Cornelia Knight, giunge a Palermo nel 1799, e nelle pagine che dedica al suo soggiorno siciliano si coglie quella mistura di orgoglio nazionale, luoghi comuni ma anche una attento spirito di osservazione; Marianna Strake, che pubblicò una lunga serie di guide e libri di viaggio, Lady Grosvenor e Mrs. Griffith, la giovane avventurosa Emily Lowe e la romanziera Julia Kavanagh."Viaggiatrici

Il viaggio di nozze di Emily Birchall e il viaggio “magico” di Emelia Russell Gurney, dove si notano le differenze dei sedici anni che le separano: la novità fondamentale della ferrovia. A seguire, si colloca quello che si potrebbe definire il genere “seriale” del racconto di viaggio, quello di una donna “pigra” politicamente corretta: Mrs. Frances Elliot, anticonformista e viaggiatrice instancabile (sceglie di andare dove l’estro le suggerisce, senza sentirsi in dovere di compiere certe tappe obbligate). 

Margaret Fountaine scrive un vero diario in dodici volumi, tenuto nel corso di una vita di viaggi in cerca di farfalle. Viene in Sicilia nel 1896, anticonvenzionale ed appassionata, un vero esemplare di donna emancipata, alla ricerca della splendida Charaxes lasius.
Ai primi del Novecento il viaggio in Sicilia ha ormai perso il sapore pionieristico che aveva avuto per le viaggiatrici di metà Ottocento. Ora le donne esprimono le loro opinioni con maggiore sicurezza, sempre meno dipendenti dalla precedente tradizione maschile. I loro interessi si vanno orientando prevalentemente sulla popolazione, i suoi usi e costumi.

Nel 1912 Margaret Campbell sposa a Londra un siciliano, che la porta nell’isola per conoscere la famiglia. E’ il viaggio della più amara delusione e del ribrezzo a prima vista, anche per l’arretratezza della condizione femminile, che osservata con severità da tutte le viaggiatrici, è forse per lei il nodo più profondo alla base dell’impatto negativo.

Ed infine, viaggiare per diletto, per studio, per giornalismo nei primi decenni del XX secolo: Margaret Philip, Mrs. Nevill Jackson e Isabel Emerson. Solo per citarne alcune.
Un panorama di donne orgogliose di poter “andare dappertutto”…….